GLI UNGHERESI: UNA NAZIONE EQUESTRE

 

k_38.jpg (20423 bytes) Si dice che gli Ungheresi siano un popolo equestre e noi stessi ci definiamo in questo modo. Nella storia degli ungheresi l'effetto che il cavallo, l'equitazione e la migrazione a cavallo ebbero sulla cultura popolare si riscontra soprattutto nell'amore per questo animale sopravvissuto durante i secoli. Gli avi degli ungheresi vissero al centro della vita pastorizia nomade eurasiatica, durante la quale ammaestravano e utilizzavano i cavalli. Oggi i cultori delle tradizioni, attraverso i loro spettacoli equestri fanno rivivere le giostre di una volta, rievocano i nostri avi, i conquistatori della patria. I loro arnesi sono: l'arco, la sciabola, l'azza e il giavellotto. Le loro selle di legno fabbricate secondo un metodo antico si armonizzano perfettamente con i loro cavalli, di antica razza turkmena, la quale insieme ai loro particolari piatti e alle loro abitazioni, le cosidette "iurte" (costruzioni di legno tipiche dell'epoca della conquista della patria) richiamano il passato alla memoria del visitatore.
A Hortobágy e a Bugacpuszta, nelle puszta più maestose d'Europa, si tramandano nel tempo e si curano un po' dappertutto le tradizioni, gli oggetti, gli utensili e le costruzioni della vita pastorizia nomade. In queste meravigliose campagne vivono libere le razze animali indigene ungheresi: il bovino grigio ungherese, il bufalo e la pecora racka.

Un'altra caratteristica che si trova soltanto in questa parte d'Europa è la sella senza sottopancia, la cosidetta 'patrac' che permette al buttero di poter seguire velocemente e senza alcuna perdita di tempo la mandria quando pascola libera. La tipica veste da buttero e la frusta sono altre caratteristiche proprie del buttero ungherese.

La più conosciuta cavalleria storica ungherese fu costituita dagli ussari le cui origini risalgono ai nostri avi emigranti. A partire dall'antichità fino al secolo XXI. quest'arma, ovvero la cavalleria leggera, fu quella caratteristica dei popoli equestri nomadi della steppa eurasiatica.

Disponevano di cavalli snelli, di armatura leggera, la loro arma principale era la freccia. Il tranello, cioè la finta fuga seguita da un ritorno e un attacco inattesi, caratterizzava la loro tattica. Questa tattica si perfezionò poi durante le incursioni "vagabonde" dei magiari.

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k_40.jpg (21101 bytes) Il primo reggimento regolare di ussari venne istituito dall'imperatrice degli Absburgo Maria Teresa. Furono gli ungheresi a diffondere la fama degli ussari, come arma (compresi la loro divisa pomposa e il loro modo di sellare) in tutto il mondo, in Francia e in Russia come anche in America.

Oggigiorno esistono poi le "associazioni per salvaguardare le tradizioni degli ussari e per quelle militari" che hanno il compito di custodire e rappresentare il ricordo degli ussari: le loro esibizioni e le loro bellissime parate sono dei veri e propri spettacoli.

Gli ungheresi spesso sono stati all'avanguardia delle innovazioni rivoluzionarie. Tra le invenzioni equestri degli ungheresi, la più importante fu forse quella del carro, chiamato anche cocchio. Secondo quanto affermato dagli storici il cocchio prese nome da un paesino ungherese chiamato Kocs che si trovava sulla strada che univa Vienna a Budapest i cui abitanti vivevano della fabbricazione di cocchi e del trasporto di merci. Nell'uso degli attrezzi utili per l'attacco, delle bardature, frange e briglie e, nelle modalità dello stesso attacco e della guida (tiro a due, a quattro o a cinque) le innovazioni e i metodi ungheresi ebbero grande influenza sul mondo circostante.